QUEL MISTERO LO CONOSCO. A cura di Rita Guidi



Con 'Particelle familiari' Marco Delmastro ci apre le porte del CERN e della meccanica quantistica.

Non è per un difetto di Dio se siamo un grumo di terra persa nella luce.
Materia e antimateria si scontrano da un’eternità per diventare energia luminosa, ma i conti non tornano e noi siamo ciò che resta. Un avanzo di curiosità in un mondo da scoprire.

E a (tentare di) scoprirlo – appunto - c’è anche lui, Marco Delmastro, ricercatore al CERN di Ginevra (avete presente l’LHC e il gran parlare del bosone di Higgs?) e autore – ora – di questo “Particelle familiari” (Ed. Laterza, 194 pagg., 16 euro).

Un nome amico, per i tanti appassionati frequentatori del suo blog, Borborigmi di un fisico renitente, con il quale da tempo ci regala un flash sul mondo della fisica piu’ avanzata, con un taglio – sebbene mai superficiale – per non addetti ai lavori. Non a caso il blog iniziava con ‘la meccanica quantistica spiegata a Oliver’ (il suo cane…).

E infatti con rara abilità ed esempi illuminanti, Delmastro, ci offre (là come, in modo piu’ ampio, qui) la possibilità di avvicinarci ai segreti dell’universo, ai perché di una realtà che è ben diversa da come appare ai nostri occhi, alla sfida affascinante e unica di un’esplorazione estrema. Con l’aiuto della ‘pulce’ (la figlia dai mille perché) e di altri personaggi utili a semplificare ricerche così complesse, attraversiamo lo zoo magico e illogico delle particelle. E comprendiamo – con la loro luce e le affermazioni chiare e forti dell’autore - la necessità e la grandezza del piacere della conoscenza. La sola che , come moderni figli di Ulisse, ci fa intravedere lo sguardo di Dio.

Rita Guidi

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